Paura del vuoto

ottobre 12, 2008

Tornato a casa dopo la puntata di sabato mattina, mi madre, che grazie all’aiuto di mia sorella è riuscita nell’intento di ascoltarci, è rimasta molto stupita di come riesca a parlare ininterrottamente per un intero intervento senza mai rimanere a corto di parole. Qui è sintetizzato il peggior nemico di qualunque speaker. Il silenzio.

La paura del vuoto è quella sensazione terribile che si prova davanti al microfono nel momento in cui ci si rende conto di non avere nulla da raccontare, nessun possibile gancio a cui appigliarsi per poter proseguire il discorso. E’ davvero paralizzante trovarsi nella posizione di dover parlare a tutti i costi e non sapere come continuare. Un bravo speaker impara subito come non cadere in questa trappola, preparando una scaletta precisa, controllando il ritmo del discorso o semplicemente trovando un collegamento che lo porti a parlare d’altro.

Mi ricordo il mio primo approccio con il microfono: workshop sulla radiofonia organizzato dal Politecnico e tenuto da Alberto Campo e Enrico Sola. Quando mi hanno chiamato per fare una prova non avevo davvero idea di cosa dire. Momento di panico, seppur il mio “pubblico” fosse formato da principianti quanto me. Sola mi suggerisce: “di qualcosa che sai a memoria.” Canto l’inno di Mameli. Patriottico.

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