Archive for the 'Tecnica' Category

Power to the people

novembre 9, 2008

Leggo quotidianamente più di 150 feeds. Questa è la mia massima fonte di ispirazione per scrivere una puntata. Qualsiasi altra fonte di informazione è, al confronto, lenta, incompleta o imprecisa.

Anche ascoltando altri programmi su network nazionali, mi rendo conto di come la rete sia entrata potentemente nelle redazioni radiofoniche, ma è usata in modo sbagliato, leggendo le stesse fonti che si potrebbero trovare su canali tradizionali, come i portali di Repubblica o del Corriere.

Internet è fatta anche e soprattutto di persone, di storie e di opinioni. Qui è la differenza. Intercettare questi fatti è il potere di creare un dialogo con chi ascolta, proponendo sempre contenuti e conversazioni nuove, originali e in anticipo di anni luce rispetto alla concorrenza.

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Prendo nota

ottobre 29, 2008

Identità: stiamo andando bene, il ritmo e la cadenza bisettimanale ci fa crescere in quantità e qualità, ma, cosa fondamentale, ci permette di costruirci un’identità, quello che siamo e che non si può nè copiare nè imparare. Per questo non mi piace citare altre radio, fare cose che possono essere ricondottte a Linus&Co. o chi per loro. Anche solo usare la base di Casa Vianello è un imitazione di qualcosa che fanno altri. Noi siamo noi, il nostro stile ce lo costruiamo puntata dopo puntata, provando e modificando. Questo fa, e spero farà, tutta la differenza del mondo.

Tecnica: dobbiamo migliorare su intro e outro. Ascoltare prima i pezzi è fondamentale. E anche in uscita dobbiamo segnarci cosa dire (ora, contatti, chi siamo) e in quali momenti. Troppe volte è inutile, poche volte è inefficiente. Le telefonate vanno preparate prima, bisogna avere due o tre domande guida su cui poi spaziare. Molto importante mantenere il controllo del ritmo e della cadenza del discorso.

Scaletta: partendo dal presupposto che i nostri tempi ci costringono a vederci venti minuti prima di andare in onda, io ho il compito di trovare spunti che permettano di toccare le nostre corde, trattare tematiche e notizie nel nostro modo e, importantissimo, di essere preparato su quello che diciamo. Pochi concetti, ma chiari. Stefano deve riformulare, vedere le stesse cose sotto un altro punto di vista, avvicinare quello che si dice al contesto comune, del POli e della quotidianità in generale. Io porto il pane, Stefano spalma il burro. Premesso che le due cose sono molto legate e che non sono una più impegnativa dell’altra, se uno di noi due fa male la propria parte sminuisce anche quella dell’altro.

Rubriche: le rubriche fisse non mi piacciono. Si fanno quando bisogna riempire la scaletta in qualche modo, ma se si riesce a farne a meno è meglio. Si tengono per un ciclo di puntate, si ripresentano, ma bisogna riuscire a spegnerle quando diventano solo fuffa.

Musica: meglio da quando abbiamo cominciato a fare la rotazione di più pezzi. Dobbiamo lavorare però sulla conoscenza, sul contesto di un album e di chi lo ha fatto. Anche se sono cose che poi non siamo costretti a dire, la conoscenza musicale è vitale.

Intro

ottobre 26, 2008

Entrare giusti in un pezzo sta alla tecnica radiofonica come stoppare il pallone sta al palleggio calcistico. La metafora pallonara deriva dalla tempesta di emozioni bianconere che mi ha investito in questi giorni. Tralasciando, riuscire ad annunciare un brano in modo radiofonicamente corretto consiste nello smettere di parlare nel momento in cui comincia il cantato.

E’ una manovra che apparentemente sembra essere banale. Non resta che calcolare il tempo d’ingresso e smettere di parlare al momento giusto. In realtà si tratta di un’abilità che si affina solo con il tempo e con l’allenamento, ascoltendo i brani e acquisendo quella proprietà di linguaggio che permette di non finire addosso al cantato.

Molti speaker risolvono il problema annunciano il pezzo prima ancora che cominci a suonare o aiutandosi con i gesti del fonico che si segna il punto d’ingresso del brano. Un bravo speaker non ne ha bisogno: sente il ritmo e riesce a coordinare il discorso in base all’intro della canzone. Per quanto banale, fa tutta la differenza del mondo.